La musica va scelta in due o tre giorni, spesso da chi ha appena perso qualcuno. Ecco 15 canzoni per un funerale, divise tra rito in chiesa, uscita del feretro e cerimonia laica, con le durate e quello che di solito la parrocchia ammette.
Quasi nessuno arriva preparato a questa scelta. L’agenzia funebre chiede i brani, la parrocchia ha le sue regole, e nel frattempo bisogna decidere tutto il resto. Per questo qui i brani stanno sotto il momento in cui vengono suonati, non in una classifica. Per ogni brano trovate la registrazione su YouTube, così potete ascoltarlo per intero prima di decidere.
Esempio di programma per la cerimonia
Ecco come si presenta una scelta con cui non si sbaglia:
| Momento | Scelta sicura | Durata |
|---|---|---|
| Ingresso del feretro | Albinoni, Adagio in sol minore (Link) | 3 o 4 minuti |
| Durante il rito | Il Signore è il mio pastore (Link) | 2 o 3 minuti |
| Uscita | Bepi De Marzi, Signore delle cime (Link) | 3 minuti |
| Cerimonia laica | Leonard Cohen, Hallelujah (Link) | 4 o 5 minuti |
| Al cimitero | Amazing Grace (Link) | 2 o 3 minuti |
Al posto di un brano famoso potete far scrivere una canzone personale: sul suo nome, sulla sua vita e sulle sue abitudini. Insieme al nostro partner TuaCanzone consegniamo il testo e la registrazione completa con musica e voce. Ecco il risultato in due stili:
L’ingresso del feretro
Serve un brano lento, con un inizio riconoscibile e nessun testo che chieda attenzione. Chi entra in quel momento non ascolta le parole.
1. Tomaso Albinoni, Adagio in sol minore
Il brano d’ingresso più usato nei funerali italiani, e uno dei pochi che dopo vent’anni non suona consumato. Cresce lentamente e resta così regolare da accompagnare il feretro senza mettere fretta a nessuno. Non avendo testo né un culmine marcato, si può sfumare quasi ovunque. Gli archi riempiono la chiesa meglio dell’organo.
2. Ludovico Einaudi, Nuvole Bianche
Solo pianoforte, dolce e senza retorica, la scelta di chi vuole qualcosa di serio ma non cupo. La crescita si apre lentamente su cinque minuti invece di prendere subito, e proprio per questo funziona all’ingresso: i primi minuti sono abbastanza sommessi perché ognuno trovi posto. Sfumate dopo la seconda salita.
3. Johann Sebastian Bach, Aria sulla quarta corda
Trattenuto e dignitoso, funziona bene sia all’organo sia con archi registrati, e non chiede niente a chi ascolta. È il brano giusto quando la famiglia non vuole nulla di riconoscibile né di emotivo, ma nemmeno il silenzio. Quattro minuti, sfumabili ovunque. Controllate l’impianto: nelle chiese fredde gli archi registrati perdono corpo.
Durante il rito
A metà della celebrazione c’è spazio per uno o due brani, di solito dopo la comunione. Qui il testo conta, perché tutti sono seduti e ascoltano.
4. Il Signore è il mio pastore
Il canto più richiesto ai funerali italiani. L’assemblea lo conosce, la parrocchia non deve autorizzare nulla, e il coro lo canta senza prove. È il primo brano da proporre quando il tempo per organizzare è poco e il rito è religioso. Due o tre minuti, quindi non serve tagliarlo.
5. Franz Schubert, Ave Maria
Il classico che nessuna chiesa rifiuta, e quando c’è una sola voce solista è quasi sempre questo. Emotivamente è più forte degli strumentali: appena entra la voce, chi si era tenuto spesso non si tiene più. A volte è esattamente il momento che la famiglia vuole. Una strofa basta, due appesantiscono.
6. Nella casa del Padre
Testo esplicito sulla speranza cristiana, adatto quando la famiglia è credente e vuole che si senta. Non è un brano di sottofondo: dice qualcosa, e chi ascolta lo capisce. Funziona meglio durante il rito che all’uscita. Chiedete al coro parrocchiale se lo conosce, cambiano leggermente le melodie da zona a zona.
7. Come è grande la tua bontà
Più caldo e meno solenne degli altri, spesso scelto per una persona anziana molto legata alla parrocchia. L’assemblea lo canta volentieri e il tono resta grato invece che pesante. Va bene dopo l’omelia, quando la chiesa può respirare. Tre minuti, senza salite improvvise, quindi non serve concordare nessuna sfumatura.
In molte diocesi italiane durante il rito è ammessa solo musica sacra: niente pop cantato, niente colonne sonore. La regola varia da parrocchia a parrocchia, e a volte una versione strumentale passa dove quella cantata no. La canzone preferita del defunto trova quasi sempre posto all’uscita, sul sagrato o al cimitero. Chiedete all’agenzia funebre di parlarne con il parroco: lo fanno tutti i giorni.
L’uscita del feretro
È il momento più duro della cerimonia, ed è anche quello in cui la musica pesa di più. Qui può essere più forte e più diretta.
8. Bepi De Marzi, Signore delle cime
Il congedo italiano per eccellenza, soprattutto nel nord e per chi amava la montagna. Cantato da un coro non lascia nessuno indifferente, e la registrazione rende molto meno del coro dal vivo: se esiste un gruppo in paese, chiedetelo. Tre minuti. Nelle chiese piccole quattro voci bastano e avanzano.
9. Andrea Bocelli e Sarah Brightman, Time to Say Goodbye
Molto scelto e molto potente, e proprio per questo va valutato: alcune famiglie lo trovano troppo enfatico per un funerale. Dove funziona, tiene tutta la chiesa nel momento in cui esce il feretro, perché cresce esattamente quando serve. Quattro minuti e mezzo, quindi decidete se prosegue fino al sagrato.
10. Amazing Grace
Alla cornamusa, alla tromba o cantato, è il brano da cimitero più conosciuto, e all’aperto lo riconoscono tutti dalla prima nota. Restate brevi: una strofa basta, due si allungano quando la gente è in piedi al freddo. Prevedete il musicista, la registrazione all’esterno regge male anche con un buon impianto.
11. Giacomo Puccini, O mio babbino caro
Breve, chiaro e con una fine netta, la scelta giusta quando l’uscita dura meno di tre minuti e non volete un brano sfumato a metà. La voce sola sopra l’orchestra dice tutto senza che nessuno debba seguire un testo. Due minuti e mezzo. Scegliete una registrazione recente, le vecchie suonano dure.
Non contate sullo streaming: nelle chiese e nelle sale del commiato il segnale non prende quasi mai. Portate i file su una chiavetta USB e consegnateli il giorno prima, non la mattina stessa. Stabilite anche chi dà il segnale di partenza: senza una persona incaricata, la musica parte troppo presto o troppo tardi.
Cerimonia laica o commemorazione
Fuori dalla chiesa non ci sono regole. Qui trova posto la musica che quella persona ascoltava davvero, ed è spesso il momento che le famiglie ricordano meglio.
12. Leonard Cohen, Hallelujah
Il brano laico più scelto in assoluto, e quello che quasi tutti si aspettano in una cerimonia senza rito. Il ritornello dà alla sala qualcosa da riconoscere, il che aiuta quando non c’è una liturgia a reggere il momento. Lungo, cinque minuti abbondanti: decidete in anticipo dove sfumare.
13. Franco Battiato, La cura
Il congedo italiano più delicato, e uno dei pochi testi che regge dall’inizio alla fine senza scivolare nel patetico. Parla di prendersi cura di qualcuno, non di perdita, ed è per questo che tante famiglie lo scelgono. Cinque minuti, quindi va sfumato. Molto adatto a una cerimonia laica o al cimitero.
14. Lucio Dalla, Caruso
Per chi amava la musica italiana e non voleva niente di sommesso. È molto intenso e non tutti reggono la parte centrale, quindi valutatelo insieme ai familiari più stretti prima di confermarlo. Cinque minuti e mezzo. La versione dal vivo di Dalla è più forte, quella in studio più facile da sfumare.
15. Israel Kamakawiwoʻole, Over the Rainbow
Leggero senza essere fuori luogo, spesso scelto per i funerali di persone giovani o per chi non voleva tristezza. L’ukulele toglie la solennità e lascia solo la melodia, cosa che aiuta quando la famiglia non vuole una cerimonia cupa. Tre minuti e mezzo. Funziona bene anche all’uscita, sul sagrato.
Per tutto il resto dell’organizzazione trovate i passaggi nella nostra checklist funerale, e le parole si preparano con i nostri consigli per l’elogio funebre.
Domande frequenti
Quale musica per l’ingresso del feretro?
Uno strumentale lento e senza testo. L’Adagio di Albinoni, Nuvole Bianche di Einaudi e l’Aria sulla quarta corda di Bach sono i più usati, perché si possono sfumare appena tutti hanno preso posto.
In chiesa si può mettere una canzone pop?
Durante il rito spesso no: in molte diocesi è ammessa solo musica sacra. La canzone preferita del defunto trova quasi sempre posto all’uscita, sul sagrato o al cimitero. Fate parlare l’agenzia funebre con il parroco.
Quanto può durare un brano a un funerale?
Da due a quattro minuti. L’uscita del feretro dura spesso meno di due minuti, quindi un brano lungo viene sfumato a metà: chiedete in anticipo la durata reale di ogni momento.
Qual è il canto più richiesto ai funerali italiani?
Il Signore è il mio pastore durante il rito e Signore delle cime di Bepi De Marzi all’uscita. Tra i classici restano Ave Maria di Schubert e Amazing Grace.
Quanti brani servono per una cerimonia funebre?
Tre bastano: uno per l’ingresso, uno durante il rito e uno per l’uscita. Il terzo è quello che resta in mente, quindi è l’unico che vale la pena scegliere con calma.
Ha senso una canzone scritta apposta?
Per alcune famiglie sì. Un brano scritto sul nome, sul mestiere e sulle abitudini della persona dice quello che nessun successo può dire, e resta alla famiglia anche dopo la cerimonia. Insieme al nostro partner TuaCanzone scriviamo il testo e consegniamo la registrazione con musica e voce: la canzone personalizzata si crea direttamente qui sul sito.